Cattivi

“Questo prima era un castello”.

“E qui ci stavano i cattivi?”

Così ti blocchi. Noti che sta guardando le sbarre, ha fatto un’associazione semplice. Ti accorgi di quante premesse andrebbero fatte prima di rispondere alla domanda spontanea e innocente di un bambino abituato a ragionare in bianco e nero. Quanto era bello, sospiri. “Sì, ci stavano i cattivi”. Ingoi la semplificazione, è giusto. Perché oggi non si possono scrivere storie così semplici?

Forse viviamo in un mondo socialmente complicato e aggrovigliato e abbiamo bisogno di storie che guidino l’eroe attraverso nuovi boschi, gli insegnino a sopravvivere ai nuovi lupi.

O magari basterebbe tagliare questo nodo di Gordio e scoprire che le storie sono sempre le stesse, è sufficiente non complicarle. Basterebbe scrivere con meno attenzione al proprio ombelico: leggere sarebbe più facile.

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