Fari e lampioni

Mentre lavoravo nelle budella della storia di Bab al Sifà, mi sono chiesto se parlare di santi litigiosi, contrasti tra fedeli e beati, ripicche tra patrone, fosse qualcosa che valesse la pena scrivere. Avevo un piccolo tarlo che parlava di materiale infantile, ma non riusciva a farsi strada: la storia mi piaceva, funzionava e parlava di temi interessanti, per me addirittura importanti. Quando fai qualcosa in cui credi, prima o poi trovi una strada o comunque seguirai solo i segni che ti confermano le tue intenzioni: lampioni accanto a una scalinata, bagliori oltre i gradini. Io ho trovato alcuni fari abbastanza luminosi.

L’uso delle città di mettersi sotto la protezione di una divinità o d’un’altra è antichissimo nel mondo; e dev’esser nato dal desiderio di protezione e di tutela, dal bisogno incessante di aiuti soprannaturali che vincano le naturali contrarietà della vita e sollevino dalle miserie ond’è afflitta l’umanità

 Giuseppe Pitrè, Feste Patronali in Sicilia

Sono Santi, è vero, ma quando stanno in cielo si prendono tutta la beatitudine del Paradiso e si scordano del proprio dovere, che è confortare gli uomini e lavorare per loro. E allora una penitenza se la meritano. Perché , infine, i santi, nel calendario ci stanno per dare alla terra un’avvocatura di misericordia. Non per inghiottire la Gloria. E tutti i nostri imbrogli sta a loro sbrogliarli. È il loro mestiere

Pietrangelo Buttafuoco, il dolore pazzo dell’amore

Prendiamo ad esempio il culto di Santa Rosalia a Palermo: esso ha avuto origine con la peste che devastava la capitale siciliana quando questa si trovava sotto la protezione di Santa Cristina. Nonostante le offerte e i doni a questa santa, l’epidemia non scompariva e decimava la popolazione. Allora i palermitani, che sono realisti, decisero di cambiare santa patrona e di rivolgersi per aiuto a Santa Rosalia. La peste si attenuò, poi scomparve. (…) Vede, nell’animo del siciliano, le faccende celesti si svolgono come quelle terrene: anche lassù ci sono capomafia, “padrini”, “confidenti” e mafiosi

   Leonardo Sciascia – intervista di Marcelle Padovani, Conversazione in Sicilia

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