Lecchiamo per terra

Il 23 dicembre 1899 si finisce di stampare il volume unico “Feste Patronali in Sicilia” di Giuseppe Pitrè. Prima di cominciare la rassegna, il nostro si preoccupa della sensazione che certe usanze legate ai festeggiamenti potrebbero generare negli abitanti della penisola.

Non mancherà di sicuro chi ne prenderà argomento a recenti teorie di non so che inferiorità dei meridionali, particolarmente insulari, a paragone dei settentrionali d’Italia e di non so quale abortito sviluppo delle loro facoltà intellettive, morali, affettive e via discorrendo: quasiché trenta, cinquanta fanatici che si buttano a leccare la terra, come si fa in Calabria, nel Napoletano (…) rappresentino una popolazione di quattro milioni, e pochi casi sporadici autorizzino a proclamare una epidemia, ed il fatto patologico possa considerarsi come fisiologico e normale. Noi dobbiamo vedere in essi dei dolorosi avanzi del passato, dei survivals, secondo la espressione di Edward Tylor; e non possiamo ammettere che la sorpresa di un costume poco men che barbaro sia peso che debba gravare sulla bilancia della nostra civiltà.

Detto ciò, snocciolava circa seicento pagine di tradizioni raccolte in giro per la Sicilia, e quando dico “in giro” intendo proprio tra le montagne, in mezzo alle valli, lungo il corso dei fiumi. Un patrimonio di informazioni.

Quale profitto possa questo patrimonio portare alla storia avvenire del nostro popolo, dirà altri, non io

Eccoci, siamo gli altri. E diciamo: oggi – Anno Domini 2017 – i giornali ci informano che le tradizionali feste pasquali in Sicilia hanno attratto turisti da tutto il mondo come mai era accaduto. Questo significa banalmente lavoro e danaro. Stiamo mangiando con la cultura delle nostre tradizioni: o con la tradizione delle nostre culture (questa è sottile, rileggitela).

Allora, forse, vale la pena di tutelare il folk-lore, prima di restare senza:

Assottigliandosi ogni giorno, si viene rompendo sempre qualche anello di questa immensa catena di tradizioni; e non poche delle antiche pratiche e cerimonie si vengono smettendo come altre sono già state smesse o smarrite.

Che dire? Giro giro tondo, casca il mondo, casca la terra, tutti giù (a leccare) per terra!

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