Pausa

foto dal catalogo della mostra “Bembo e l’invenzione del Rinascimento” edito da Marsilio

Quando la locomotiva della scrittura rallenta e si ferma, è meglio non ostinarsi a spalarci dentro qualunque cosa ti capiti sotto mano. Meglio fermarsi e leggere.

Cosa? Eh. Primo istinto: scappare in libreria a far rotolare gli occhi su chilometri di dorsetti, inciampare nell’illuminazione, comprare il Graal e bere l’elisir della somma scrittura. Per carità, da provare. Suggerimento: ascoltare il flusso delle coincidenze. Il libro giusto lo trovi per sbaglio, mentre fai altro. Così sono inciampato in Antonio Russello: siciliano di Favara (AG), apprezzato da Sciascia, scelto da Vittorini – al posto di Tomasi di Lampedusa – per la pubblicazione con Mondadori; si trasferì in Veneto per lavoro, visse e morì fra Treviso e provincia. “Siciliani prepotenti” è la raccolta trovata per sbaglio. Poi l’ho letta. E ho trovato una scrittura balsamica. Almeno per me. Vero, non ho trovato il Graaldellasommascritturaeccetera: ma chi lo cercava?

 

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