Fotografia

Se avete la fortuna di essere abbastanza vecchi, avete degli album di famiglia in casa. Dentro ci trovate una raccolta di inquadrature accuratamente selezionate: dall’emozione del momento, certo, ma anche dal costo della pellicola e dello sviluppo, dal ridotto numero di scatti per rullino, dal fatto che non ce l’avevi sempre dietro, la macchina fotografica. Il limite impreziosiva l’immagine.

Le società industriali  trasformano i loro cittadini in drogati di immagini: è la forma più irresistibile di contaminazione mentale.

Susan Sontag, Sulla fotografia

Quegli album erano come  una raccolta di racconti, ogni immagine era una storia a sé, racchiusa in quella precisa foto scelta dall’autore. Oggi “scriviamo” romanzi alluvionali in cui non sempre ci sono un capo e una coda. Cosa stiamo lasciando ai nostri figli? Cosa stiamo conservando per la nostra vecchiaia? Una valanga di pixel che loro non guarderanno mai e che noi ci scorderemo di aver salvato. Che figata, l’assenza di limiti.

Che poi, fotografia e libri, ci sono legami, mica me li sono inventati per questo articolo. Lo racconta Susan:

Mallarmé diceva che al mondo tutto esiste per finire in un libro. Oggi tutto esiste per finire in una fotografia

E cita a fagiuolo:

La fotografia è un sistema di editing visivo. Si tratta , in fondo, di cingere con una cornice una porzione del nostro campo visivo, mentre ci troviamo nel luogo giusto al momento giusto. Come gli scacchi o la scrittura è una questione di scelta tra una serie di possibilità, solo che, nel caso della fotografia, il loro numero non è finito, ma infinito

John Szarkowski

Meglio scrivere.

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1 Commento on "Fotografia"

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Mike
Ospite

Direi che ormai tutto esiste per finire in rete: parole, immagini, suoni…tra poco anche odori e aromi (spero non olezzi). Si può farne a meno?