Provini

Che faccia ha un personaggio? Non mi interessa il punto di vista del lettore, ognuno si farà il suo film: nel (per me) trascurabile “La Polizza” di Patrick Lynch, la protagonista era descritta bionda, ma l’ho vista mora fino alla fine (o era al contrario? Trascurabile anche questo). Quindi, che stavo dicendo? Ah, la faccia.

Una sera mi capita di parlarne con un’amica scrittrice. “Ma lo sai che non riesco a focalizzare che faccia hanno i miei personaggi?”, e lei con stoccata “Ma va là, lo sappiamo sempre che faccia hanno”. Non replicai. Tornato a casa, avevo già in mente la soluzione. Ma non funzionò subito.

Metti il nome del personaggio in Google-Immagini e scegli tra le facce che vengono fuori: geniale. Salvo un bell’ovale per la protagonista e proseguo. Il giorno dopo, riaprendo i vari file, avverto una strana sensazione: chi era quella ragazza? Insomma, era una persona qualunque, non ricordavo nemmeno da dove avessi presso l’immagine. Era troppo strano. Cancellai.

Adesso faccio provini agli attori, solo facce da cinema: provo a immaginare a chi potrebbe assomigliare il protagonista e do un’occhiata alle versioni che trovo (anziano, elegante, sportivo, giovane). Se guardandolo mi sembra che sia proprio lui, allora è fatta.

Che poi: mentre scrivo non è che abbia sempre davanti quelle facce… Qualcosa non torna.

“Ma va là, lo sappiamo sempre che faccia hanno!”

Già.

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[…] Lo dicono tutti, ma quando lo tocchi con mano è diverso: per scrivere la storia, devi conoscere i tuoi personaggi. Insomma, non fare lo stronzo, ascoltali e ti diranno loro cosa deve succedere. La potrei chiudere qui, ma questo non è un blog di aforismi, quindi porta pazienza. Faccio presto. Voglio solo sottolineare un punto che mi si va chiarendo: a volte ci si fa prendere troppo dal “cosa deve succedere” (tricchitracchiebummeammano, si dice: fuochi d’artificio, esplosioni, bionde in fuga da torturatori coi denti aguzzi, casseforti da espugnare e traguardi da tagliare), mentre quello che serve è capire “come… Leggi il resto »