Le macchine del Papalagi

Tutti i suoi prodigi hanno un punto debole nascosto (…) Che valore avrebbero per me una canoa e una clava intagliate da una macchina, creatura fredda ed esangue, che non può parlare del proprio lavoro, non può sorridere dopo averlo terminato e portarlo al padre e alla madre perché ne gioiscano anche loro. (…) La grande maledizione della macchina è questa: il Papalagi non ama più niente, perché lei gli può rifare tutto e subito. La deve nutrire con il suo stesso cuore, per accogliere i suoi prodigi privi di amore.

(Capo Tuiavii di Tiavea delle Isole Samoa)

Papalagi è l’uomo bianco, siamo noi.

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