Lobby

Mi piacerebbe accendere il televisore, aprire un giornale o navigare su un sito internet e trovare una cronaca parlamentare che racconti davvero la discussione dei progetti di legge. Perché le ultime offese tra i paladini mandati in campo dai rispettivi partiti, non sono che la schiuma di una tempesta che si agita ben in profondità. Sì, la parola è lobby.

Foto tratta dall’inchiesta di Repubblica “Il mondo segreto delle lobby” (clicca per aprire)

Non ti pare? Insomma, ci propinano/ci fermiamo a guardare ore e ore di telegiornali, dibattiti, tribune e altre amenità, in cui vengono schierati i soldatini più bravi a combattere una pugna di grida, improperi, accuse, difese, latrati e guaiti. Più che l’opinione di un Gasparri o un Civati, bisognerebbe sapere cosa contengono le proposte somministrate dai gruppi di pressione a funzionari pubblici, deputati, ministri: allora sì che capiremmo davvero quali sono le poste in gioco e perché si arriva a un certo risultato. Ma una legge che disciplini il fenomeno lascia il tempo che trova, tanto poi:

“Uno studio realizzato dall’Università Unitelma Sapienza evidenzia come solo il 20% delle attività di lobbying è in chiaro nel senso che è possibile conoscere chi ha fatto lobbying e per cosa. L’altro 80% è composto da lobbisti ‘di fatto’: da chi gestisce le relazioni esterne delle aziende fino agli studi di comunicazione o legali. Questo 80% non è tracciabile”.

Così risponde Pier Luigi Petrillo, professore associato di Diritto pubblico comparato all’Università Unitelma Sapienza di Roma, nonché consulente per l’OCSE in materia di lobbying e trasparenza. Dovrebbe saperne qualcosa (per il resto dell’intervista, vedi l’inchiesta su Repubblica cliccando sull’immagine).

Ad ogni modo, lo so, è un discorso naif, archiviamolo. Si tratta di un fenomeno umano: anche per decidere che tipo di lampada installare in portineria si scatenano le peggiori azioni di “lobby” tra pianerottoli e studio dell’amministratore di condominio.

Comunque la storia a cui stavo pensando parte da altre dispute, parla di matrimoni misti, tradizioni a confronto e leggi divine piegate alla bisogna. Protagonista un maniaco di regole e regolamenti, che si scontra con la dura realtà dell’interpretazione della norma. Umana e divina. Tranquillo, una volta scritto sarà molto più divertente di come suona adesso.

 

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“Comunque la storia a cui stavo pensando parte da altre dispute, parla di matrimoni misti, tradizioni a confronto e leggi divine piegate alla bisogna. “… lobby, appunto….