Te l’avevo detto

“Adoro le parole e odio i numeri, per questo mi sono dato alla scrittura; così posso fare a meno della matematica”

( Chiunqueodiainumeri, da un Discorso Qualunque)

L’importante è la convinzione.

Perché poi ti leggi un saggio sulle fiabe, quanto di più lontano dalla matematica tu riesca a immaginare, e girando l’ennesima pagina, vieni schiaffeggiato da ciò che non ti aspetti.

Immagini come questa sono il muro di mattoni in fondo alla strada che il sedicente scrittore imbocca come via di salvezza dalla sterilità di una vita cifrata. Sai quando genitori e insegnanti ti dicono “studia, che la matematica ti servirà” e tu cominci a correre in direzione opposta? Ecco, guardala di nuovo, questa immagine, e soffermati sulle potenze aggrappate alle lettere, sulle parentesi che le abbracciano: è un gigantesco “te l’avevo detto“. Vuoi una ricetta per sopravvivere a questo vicolo cieco?

Non saprei. Io sto prendendo a testate il muro di mattoni.

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