Della ricerca

Con internet fai ricerche in autonomia e trovi libri che a scovarli nel mondo reale avresti impiegato anni. Per esempio il libro sui tarocchi siciliani del filosofo Michael Dummett (e un mazzo dei tarocchi stessi): parola chiave su Google, scoperta delle carte sicule, scritti sul tema, Amazon e clic. Nella premessa, Dummett racconta la sequenza di eventi e di persone che lo hanno portato a conoscere questo gioco e questo tipo di carte (sì, i tarocchi nascerebbero come gioco di carte, ma ne parliamo un’altra volta): con una di queste persone è diventato amico fraterno, e con lui ha girato la Sicilia in cerca di paesi e giocatori, e ha incontrato altre persone e visitato altri luoghi che lo hanno arricchito.

Io avevo fatto si e no una ricerca su internet, due acquisti on line… e di sicuro non mi ero fatto amico il venditore del libro (a cui avevo lasciato un feedback negativo per le note a penna non dichiarate nell’inserzione). Ma nel frattempo ero stato a Madrid.

Tra le altre cose, volevo tornare alle bancarelle di libri usati dalle parti della stazione di Atocha. La cantilena “tienes libros de Sicilia o de Palermo?” – corretta o meno che fosse – non ha sortito effetto, così me ne sono andato altrove. Passeggiavo per il barrio letterario, casa di Cervantes e compagnia, luogo di librerie antiquarie, sbuffando “che entro a fare?”, quando una di queste mi ha attirato per il favoloso interno. Ma sì, dico, almeno faccio due foto.

Così entro e incontro una gentile signora che si mette a cercare sul portatilino, mostrandomi risultati da duemila, quattromila, ennemila euro, robe da antiquario, a volte “de Sicilia” solo per caso. Finché accanto a un “15 euros” leggo “Pitré”. Fermi tutti!

Insomma, tale Antonio Castillo De Lucas aveva realizzato questo opuscolo con copertina, estraendo un suo breve saggio da un’opera più ampia. Il titolo lo leggi nella foto. Questo tizio confronta i proverbi sulla salute della tradizione castigliana, con quelli raccolti da “Doctor Pitre”. Una sorpresa, una piccola emozione, il premio per l’ostinazione. Me lo sono fatto impacchettare per bene e arrivato a casa l’ho letto con piacere. Sono proprio quattro paginette, ma testimoniano la fama del nostro Pitrè, qui definito come segue:

Glorioso maestro de fama universal, que fué el primero que diò un sentido biològico a estos estudios

L’opuscolo non riporta data, ma il cartiglio “XV Congreso Internacional de Historia de la Medicina” stampato sulla copertina mi ha portato – via internet e non con una romantica serie di domande a persone in carne e ossa – a trovare una pagina sugli “Actas del XV Congreso Internacional de Historia de la Medicina, Madrid-Alcalà, 22-29 de septiembre 1956“. Quindi, era un saggio pubblicato negli atti di un convegno tenutosi nella stessa settimana del compleanno del mio avatar, la stessa settimana in cui l’ho comprato quest’anno. Adoro le coincidenze.

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