Clicca e vai avanti

Ormai ci siamo abituati, non c’è sito che non abbia il suo riquadro con la pubblicità e non c’è pubblicità che non sia amministrata da qualche algoritmo che legge le nostre abitudini e suggerisce cosa visualizzare. Anche i sistemi operativi per cellulare adesso ti mostrano le applicazioni più usate e te le ripropongono, cliccaci di nuovo. La tecnologia asseconda le nostre abitudini e ce le somministra in un loop infinito. In questo modo ci conferma nei nostri personaggi, non stimola in noi alcun cambiamento: così non partiremo mai per il “viaggio dell’eroe“. La catena di 1 e 0 continuerà a sussurrare “resta lì, così, tranquillo, va tutto bene, clicca e vai avanti“. Non sarebbe meglio che la tecnologia ci aiutasse a migliorare? Che per ogni clic su Ikea, ci proponesse un link a Trivago?

La televisione una volta era così, la vecchia Rai, quella che ha diffuso la lingua italiana e i programmi educativi, ci mostrava un altro modo di essere. Oggi che la tv è frammentata in canali tematici, la “generalista” domina il pubblico mainstream e l’unica educazione possibile è quella parodiata dalle gag di Guzzanti.

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