Quando li senti amici

C’è poco da fare, è questione di coincidenze. Così un premio nobel russo che non avrei mai letto finisce nella mia biblioteca perché parla di Venezia (dove, alla fine, è stato seppellito) ed è lungo poco più di cento pagine (quando accumuli libri, sei grato a quelli brevi che si lasciano archiviare in poco tempo). E poi è Adelphi, li lasci sempre entrare volentieri. Insomma, finisce che questo Brodskij, dalla vita un po’ articolata, mi spara lì due o tre frasi che mi conquistano. Non so se leggerò altro, per adesso mi coccolo queste citazioni.

… imparai che la qualità di un racconto non dipende dalla storia in sé ma dal montaggio.

Sembra banale, ma non è così scontato. Sono tornato alle bozze de La casa delle cicale con un altro occhio e la storia del montaggio mi ha fatto risolvere un passaggio che non funzionava. Bravo Iosif, hai guadagnato un punto. Il match point, poi, lo hai fatto con quest’altra frase, che per un alter-ego come me è il massimo:

Di professione – o piuttosto per l’effetto cumulativo di quello che ho combinato con gli anni – faccio lo scrittore; di mestiere, però, faccio l’accademico, l’insegnante.

Ecco, mentre quell’altro ha deciso di restare a fare il mestierante (ma non è certo un accademico!), io mi sono preso la parte più qualificante.

Sono io lo scrittore, il professionista.

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