Scienza e religione, due razze in antica tenzone

Nella poesia di Saba in tenzone erano due religioni:  quella ebrea della madre e quella cristiana del padre. Ma qui ci interessa la tenzone che le vede alleate contro un terzo competitor.

Il mio post nasce dalla lettura di questo articolo di Peter Harrison in cui si parla del fallimento di una profezia.

Nel 1966, appena 50 anni fa, il noto antropologo di origini canadesi Anthony Wallace predisse con certezza che la religione sarebbe stata rimpiazzata dal progresso scientifico: “La credenza in poteri sovrannaturali è destinata a morire, in tutto il mondo, come risultato del crescente progresso e della diffusione del sapere scientifico”.

 

Senza togliere altro tempo alla lettura dell’intero articolo, mi viene in mente che forse si fanno i conti senza l’oste: l’inconscio. Si parla di paesi avanzati in cui cresce la popolazione che si dichiara atea, ma non si è verificato quanti di questi atei abbiano fatto ricorso a surrogati di importazione orientale: come classifichiamo il manager che non va in chiesa, ma brucia incenso mentre medita? Se la religione – e tutto il folklore/paganesimo parallelo – sono l’interfaccia con il nostro inconscio, prevedo tempi lunghi per la profezia di Tony Wallace.

Nel frattempo, il capitalismo più avanzato macina numeri vendendo oggetti tecnologici con meccanismi religiosi. Geniale.

In fondo, in Epopea di un ateo pop, Carmelo affronta anche questi temi, da bravo ateo convinto e drogato di tecnologia. Peccato che sia una capra e che alla fine della storia…

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