L’intelligenza secondo Proust

Ma (…) il fatto che l’intelligenza non sia lo strumento più sottile, il più potente, il più appropriato per individuare il vero, non è che una ragione in più per cominciare proprio con l’intelligenza e non da un’intuizione dell’inconscio, da una fede deliberata nei presentimenti. È la vita che, a poco a poco, caso per caso, ci permette di osservare che ciò che è più importante per il nostro cuore, o per il nostro spirito, non ci è insegnato dal ragionamento ma da altre forze. E allora l’intelligenza stessa, rendendosi conto della loro superiorità, abdica con il ragionamento davanti a esse e accetta di divenire loro collaboratrice e serva.

Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto – vol. VI La Fuggitiva

 

Non saprei trovare una descrizione migliore per il tema de La casa delle cicale. D’altronde, non sono Proust.

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