Un libro è

Un libro, io credo, è qualcosa con un principio e una fine (anche se non è un romanzo in senso stretto), è uno spazio in cui il lettore deve entrare, girare, magari perdersi, ma a un certo punto trovare un’uscita, o magari parecchie uscite, la possibilità d’aprirsi una strada per venirne fuori.

Italo Calvino, Le città invisibili

 

Lo scriveva per introdurre una raccolta di racconti, che per lui non era diversa da un romanzo, perché anch’essa aveva bisogno di uno schema, un meccanismo: “anche un libro così, per essere un libro, deve avere una costruzione, cioè si deve poter scoprire un intreccio, un itinerario, una soluzione“. Lo trovo di conforto per chi scrive un romanzo. In fondo, per chi scrive, ogni storia è un thriller, in cui l’Autore deve scoprire il significato dell’opera. Che poi significa capire perché la stia scrivendo.

 

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