La cicala

Questa mattina ho aperto la finestra e ho trovato un ospite inatteso a darmi il buongiorno. Non ci ho creduto subito che fosse lei, quella della ninfa abbandonata a metà strada sul tronco del frassino. Ha dovuto ripetermelo due volte: “… e così sono corsa con le altre a dare la notizia dai rami più alti: ehi, ascoltate, gente! C’è uno che sta scrivendo una storia su di noi! Diamogli una mano!” Capirai che ero un po’ imbarazzato: non è che il romanzo parli proprio di cicale. Sono importanti, quasi un personaggio vero e proprio, ma non è una storia da entomologi. Ho fatto un mezzo sorriso e poi spallucce. “E quindi?!” ha esclamato. “Che ci fai ancora qui in mutande? Va’ a sciacquarti la faccia e mettiti a scrivere!”

Se questo libro vedrà le stampe, spero che l’editore mi lasci tenere il titolo. Altrimenti chi glielo va a dire che le ho tolte anche dalla copertina?

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