Al termine della notte

Finito Céline, e la sua notte. A sentirlo più vicino il fatto che anche lui era un alter-ego. Il motivo dello sdoppiamento ricorda quello del buon Pitrè (Giuseppe): “Il dottore [anche lui come il nostro Pitrè!] voleva continuare a fare il suo mestiere, e temeva le gelosie o il sarcasmo dei colleghi, a seconda che il libro fosse stato un successo o un fiasco” (Ernesto Ferrero, Céline, ovvero lo scandalo di un secolo, in appendice all’edizione Corbaccio del 1992).

Lascio che tu scopra le tante frasi che a citarle non renderei giustizia. Ad eccezione di questa, che sia di monito:

Di parole, ce ne sono che si nascondono in mezzo alle altre, come dei sassi. Non si riconoscono a prima vista e poi eccole lì che però ti fanno tremare tutta la vita che hai, tutta intera, e nel suo debole e nel suo forte… Allora è il panico… Una valanga.. Resti lì come un impiccato, sopra le emozioni… È una tempesta che è arrivata, che è passata, troppo forte per te, così violenta che non l’avresti mai creduta possibile solo con dei sentimenti… Dunque, non si diffida mai abbastanza delle parole, è quel che concludo.

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