Poetica di un’estetica patetica

Wikipedia è fonte per citazionisti pigri e giornalisti frettolosi. Mentre scegli in quale urna inserire il mio nome, ti propongo questa definizione di “poetica“:

Insieme strutturato degli intenti espressivo-contenutistici che un artista (quale che sia il suo settore di attività) esplica nelle sue opere

Se hai cliccato sulla parola, hai visto la pagina di Wikipedia in cui ti invita a disambiguare tra Aristotele e Cesare Cremonini, roba che di per sé vale già la visualizzazione! Ci riconosco il mio approccio un po’ minchione, per questo ho deciso di citare Wikipedia (oltre al fatto che Treccani faceva un pippone infinito e altri dizionari non erano altrettanto espliciti). Nella stessa pagina si legge che:

Si tratta di un concetto per definizione in fieri; ma al tempo stesso, ha senso parlarne (e definirla caso per caso) solo quando il suo grado di elaborazione – nell’ambito della produzione di un determinato artista, o di un dato movimento – si sia sufficientemente stabilizzato.

Dal momento che non ho ancora pubblicato nulla (anche se ho scritto anche troppo), sarebbe presuntuso improvvisare una definizione della poetica della mia produzione. Allora prendilo più come un pronostico o un piano dell’opera, suggeritomi da quello che sta diventando sempre più un compagno di viaggio:

I miti fondatori sono fondamentali, senza di essi non può costruirsi una società. Tentare di distruggerli è pericoloso, perché significa corrodere le fondamenta su cui si basano le relazioni umane. Ma anche se non si possono distruggere, si possono reinterpretare in un modo che sia più utile ai nostri propositi.

Alejandro Jodorowsky, ll maestro e le maghe

Lascia una recensione

avatar

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

  Subscribe  
Notificami