La fine è nota

Più precisamente, avevo l’impressione che, pur dedicandosi alla letteratura di consumo, quel giovane scrittore (…) avesse fatto i suoi latinucci sugli altri maggiori…


Leonardo Sciascia, Nota a “La fine è nota” di G. H. Hall.

Mi calza a pennello, non c’è che dire. Mi preoccupa solo una cosa.

G. Holiday Hall era scomparso dal mondo della detective story, né si era ripresentato al mondo della letteratura americana (…) Solo che non si è riuscito a saperne di più, su G. Holiday Hall. (…) Un piccolo mistero che sarebbe divertente risolvere.

A Sciascia risponde il risvolto di copertina dell’edizione di Sellerio del 2009. E non mi rassicura.

Scrisse nel 1954 un nuovo romanzo “The watcher at the door”, poi più nulla; il suo editore americano non conserva più traccia di lui negli archivi; comparso in Francia col titolo “L’homme de nulle part” e con una conclusione diversa dall’originale, questo romanzo vinse nel 1954 il Grand Prix de la Littérature Policière.; nemmeno l’editore francese ne sa di più su Geoffrey Holiday Hall.

Proprio una brutta fine per uno che si era fatto notare da Sciascia (anche se trent’anni dopo avere scritto). Il nostro, a conclusione della nota, tra le ipotesi su chi fosse, formula questa:

[Si tratta] di un giovane scrittore che ha azzeccato quel primo libro e altri non ha saputo scriverne?

Ecco, a questo punto di fare un parallelo tra me e Hall per accaparrarmi i complimenti di Sciascia non me ne può fregare di meno.

Sono un alter-ego, giovane sì, e di libri ne saprò scrivere a migliaia. Comunque non ho ancora azzeccato manco il primo. Ecco.

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