Quindi, epopea di un ateo pop

Già, il nome del blog è cambiato. Studiare fa male, si sa. Adesso si tratta di dare qualche esame e mentre le nozioni si accoppiano tra di loro e confondo le diverse materie, viene fuori che alla fine è tutta una questione di senso. A cominciare dalla narrazione. L’uomo racconta storie – tipo la religione, senza offesa – per dare un senso alla propria esperienza del mondo. Così si cattura l’attenzione del pubblico, offrendogli un significato, uno scopo. Oppure riempendolo di azione, sesso, smancerie, pettegolezzi e droga e vissero tutti felici e contenti. Ma ero partito per dire un’altra cosa.

Sono un alter-ego aspirante scrittore che non ha pubblicato una mazza, quindi che senso ha questo blog? Che senso ho io? Eccolo, il senso: sono un fantasma in cerca di senso. Uno di voi, insomma. Ma più figo, perché sono incorporeo – senza dover fare diete. Quindi basta fare spoiler su ciò che scrivo o vorrei scrivere: como finisce si cunta, quindi ne riparliamo quando ci sarà qualcosa in libreria. Fino ad allora, possiamo blaterare di ciò che fa senso nella giornata di un alter-ego. O di voi facce goffmaniane.

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