Citazioni ed elezioni





L’ultima versione di “Epopea di un ateo pop” è in partenza verso qualcuno che mi darà un verdetto inappellabile: dopodiché le chiacchiere stanno a zero. Quindi ho cambiato i fiocchetti al pacchetto, ho aggiornato le citazioni.

Ce n’erano tre all’inizio e una alla fine. Tutti maschi. Ma la storia, dopo l’ennesima revisione, parla di donne. E siccome siamo sotto elezioni e gli spot ti dicono “non più di tre preferenze, rispettando la parità di genere”, dovevo prendere una decisione. Così all’inizio, ahime!, ho sacrificato Buttafuoco, che ha ceduto il posto a una citazione da “Il cunto delle minne”. E Giuseppina Torregrossa pigliatutto ha avuto ragione di Zullino e La Duca anche nell’ultima pagina, dove adesso campeggia indipendente. Sapevo che la citazione che cercavo era dietro di me, tra gli scaffali della libreria: ed era proprio in un libro intitolato al maschio. Sincronicità a manetta.

E ci sta come il cacio sui maccheroni, o come la ciliegia candita sopra una zuccherosa minna di Sant’Agata.

I libri è vero che li pubblicano i maschi, e magari li scrivono pure loro, ma le storie le raccontano le femmine!

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